
Scheda
Il 27 marzo si celebra nel mondo la Giornata Internazionale del Teatro, istituita dall’International Theatre Institute per ricordare il valore universale del teatro come luogo di confronto, coscienza e trasformazione. Il teatro è presenza, ma è anche attesa; è ciò che accade sulla scena e ciò che si prepara dietro il sipario. È costruzione, metamorfosi, memoria.
La mostra “Oltre il sipario” nasce da questa duplice dimensione: indagare ciò che precede e supera la rappresentazione, quel palcoscenico in cui materia e immaginazione si incontrano. Le opere qui raccolte non illustrano il teatro: lo attraversano, lo evocano, lo reinventano.
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Un filo sottile ma significativo unisce le tre artiste: il loro legame con l’Associazione Artistica Legnanese (AAL). Maria Cristina Limido e Lucia Sanavio ne sono oggi parte attiva; Silvia Cibaldi ne è stata per lungo tempo un punto di riferimento, contribuendo in modo determinante alla vita culturale dell’associazione e del territorio. Questo comune denominatore non è solo biografico, ma testimonia una radice condivisa da cui si sviluppano ricerche differenti e autonome.
Nelle opere di Maria Cristina Limido il tessile diventa linguaggio scenico. Il recupero e la trasformazione dei materiali evocano il gesto antico del cucire, ma lo trasportano in una dimensione teatrale. Le figure esposte — dalla tragica eroina di Euripide alla presenza sospesa de La donna in nero, nata dall’adattamento di Stephen Mallatratt dal romanzo di Susan Hill — non sono semplici personaggi, ma apparizioni: corpi-scenografia in cui la cartapesta, il broccato e la foglia d’oro dialogano tra memoria e dramma.
Silvia Cibaldi costruisce veri e propri spazi narrativi. I suoi teatrini-scultura, presentati in questa mostra, sono architetture simboliche dove materiali di recupero diventano racconto. La dimensione teatrale non è citazione, ma struttura: contenitore di storie, di natura, di riflessione sul riuso. La sedia-scultura con le molte mani allude al momento culminante della rappresentazione — l’applauso — trasformando un gesto collettivo in forma plastica.
Lucia Sanavio affida alla sua Pittoscultura un’idea di leggerezza che è energia e tensione vitale. L’opera, ispirata a Tersicore, traduce nella materia un principio dinamico: carta, lino, rete metallica e tulle si compongono in una figura che sembra oltrepassare la staticità scultorea. Qui il teatro si manifesta come movimento, come libertà del corpo e dello spirito.
“Oltre il sipario” diventa così uno spazio di attraversamento: tre percorsi autonomi che si incontrano nella dimensione teatrale come luogo di trasformazione. Non si tratta di rappresentare una scena, ma di sostare in quel momento sospeso in cui l’opera prende forma: quando la materia, come l’attore prima di entrare in scena, trattiene il respiro.
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